“Terremoto in Centro Italia: considerazioni generali sulla ricostruzione” di Franco Fini

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L’Italia, ferita per l’ennesima volta da avvenimenti naturali catastrofici come il terremoto, ha risposto come sempre con uno slancio di solidarietà che a oggi è forse l’unico elemento vivo di una comunità, di un paese ormai diviso e isolato da una crisi economica cronica che mina la coesione sociale.
Consapevoli delle passate esperienze, ormai è opinione comune che il solo terremoto “risolto bene” dagli interventi di recupero e restauro è stato quello del Friuli, proprio perché la popolazione locale si è adoperata fin dal primo giorno a recuperare le abitazioni distrutte, una per una, ricucendo un tessuto urbano sulla memoria di quello esistente ormai danneggiato.
Altre soluzioni come le città satellite dell’Aquila si sono rivelate, non solo costose, ma soprattutto distruttive dei legami sociali che animavano la vita di quelle popolazioni, che si sono trovate ghettizzate, in quartieri senza né anima né storia.
Oggi, la gente colpita dall’evento non vuole interventi dall’alto, grosse prefabbricazioni alternative, altre case altrove, vogliono riavere la loro casa com’era, naturalmente ricostruita antisismica. L’urgenza di un inverno alle porte spinge il governo a costruire una miriade di case in legno provvisorie per un investimento di 35 milioni di euro. Naturalmente gestite dal Commissario, costruite da ditte esterne, con grandi commesse, e grandi “affari” per le solite lobbies del legno.

L’ Ipotesi alternativa

Nell’immediatezza una serie di caravan sarebbero necessari ad un primo collocamento degli sfollati. Dopo di che, l’intervento di costruzione provvisoria potrebbe essere gestito in maniera diversa, più comunitariamente, attraverso il coinvolgimento della popolazione locale e di una grande parte di disoccupati Italiani che con materiali semplici come il legno potrebbero costruire, coordinati da pochi esperti, edifici provvisori necessari ai tempi lunghi del recupero/ricostruzione delle antiche case.

Modulo tipo: una pianta rettangolare e una distribuzione semplice possono garantire un comfort adeguato anche con il clima freddo della zona. Il sistema offre il recupero totale degli elementi senza l’ausilio di grosse gru e macchine di cantiere. Le travi e i pannelli si assemblano a secco, come un puzzle, si smontano facilmente e possono essere riutilizzate per gazebi, pollai, ricoveri, cassette deposito attrezzi per orti e giardini.

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Cuore del sistema proposto è il CUBOTEC, che è realizzato in fabbrica e contiene il bagno a livello pavimento e i sistemi di riscaldamento/raffrescamento e gestione sanitaria sul controsoffitto. Composto da un telaio in acciaio, esso garantisce una prima controventazione delle forze tangenziali generate da un sisma. Intorno ad esso una struttura in legno lamellare di abete pre-tagliato, anch’essa adeguatamente controventata, garantisce portanza e resistenza anti-sismiche.

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Tutti i muri perimetrali possono essere completati con pannelli isolanti SAPISOL Sandwich composti da perlina legno – polistirene isolante – perlina legno. Questi, tagliati a misura o da tagliare, sono montabili in maniera orizzontale uno sull’altro, sono auto – portanti e garantiscono una buona impermeabilità all’aria. Nel loro spessore tipo di 16 cm offrono un’ottima resistenza termica e, essendo semplicemente avvitati alla struttura, garantiscono un alto grado di flessibilità e quindi di smorzamento delle onde sismiche.

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La struttura può essere coperta con lo stesso pannello e impermeabilizzata contro le intemperie con una serie di lamiere grecate. Le separazioni interne possono essere eseguite con pareti leggere in cartongesso rasato e tinteggiato.

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I pannelli Sapisol

Il pannello SAPISOL, essendo largo 20 cm, resta sempre leggero da manovrare in cantiere, tanto che un operaio può sollevare da solo una barra da 5,00 ml senza sforzo. Testato in laboratori CEE per garantire la sua auto portanza, esiste in 5 spessori diversi.

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Contrariamente alle case in legno prefabbricate che il governo si presta ad appaltare con, ricordiamo, 35 milioni di spesa, i pannelli SAPISOL possono essere smontati a fine utilizzo e essere riconvertiti in altre strutture minori (gazebi, pollai, ricoveri, casette deposito attrezzi per orti e giardini).

IL CUBOTEC
Modulo tecnologico composto da un bagno e da un sovra cielo chiuso contenente una pompa di calore, un condizionatore e una riserva d’acqua. Viene assemblato, testato e collaudato in fabbrica e in tempi brevi può essere trasportato in loco e alimentato eccezionalmente dalla rete elettrica locale. Anch’esso si presta al recupero e al riutilizzo in strutture stabili.

Risparmio globale

Visto il suo costo di circa 60 euro al m2, si può stimare che un centinaio di moduli tipo costerebbe la metà della somma oggi stanziata dal governo qui sopra riportata; inoltre, per la tecnologia di posa, estremamente semplice e intuitiva, il coinvolgimento di manodopera non specializzata (disoccupati, forze locali, popolazione nativa) potrebbe rappresentare un introito supplementare per i più deboli.

Architetto Franco Fini

  1 comment for ““Terremoto in Centro Italia: considerazioni generali sulla ricostruzione” di Franco Fini

  1. 10 Agosto 2017 at 17:36

    Grazie molte dell’articolo. è geniale… Buon lavoro !

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